Sliding Doors….

Di Ple, Febbraio 20th, 2008

La vita è proprio strana, imprevedibile, a volte balorda, di sicuro mai troppo lineare e scontata. Proprio per questo mi è stato un pò difficile creare il mio racconto intorno al fuoco, non avendo ancora iniziato un percorso a lungo termine, ma trovandomi ancora nella condizione di instabilità (alcuni direbbero precarietà) e di incertezza (e quindi allo stesso tempo di flessibilità) in cui stazionano molti neo-laureati come me.

Il mio sogno aveva quindi preso la forma dell’offerta lavorativa verso cui avevo rivolto il maggiore interesse e le maggiori energie: fare ricerca qualitativa di mercato.

Poi tutto è cambiato, mi si è aperta un’altra strada, un’altra porta, un’altra occasione…. perchè no: un altro sogno!

Mi sono trovato così ad un vero bivio esistenziale:

  • accettare l’offerta di una grande e solida società di consulenza multinazionale, dove andare a fare ricerca di mercato qualitativa, con buone possibilità di carriera e di lavoro fisso e stabile a tempo indeterminato…. mettere quindi il primo tassello del sogno che ho raccontato introno al fuoco di Argon;
  • accettare l’offerta di un’altra società di consulenza, in un settore completamente diverso (bancario-assicurativo), dove lavorare come libero professionista, come coordinatore di progetti di ricerca e di formazione.

Sono stato veramente tormentato per un paio di giorni…. ho addirittura fatto fatica a dormire (che è una delle attività che prediligo e che mi riescono meglio). Mi sono consultato con amici e colleghi. Ho pure abbozzato un albero decisionale (Kerol mi ha traviato!).

Poi alla fine ho fatto la mia scelta… e hanno scelto le mie emozioni e sensazioni. Ho preferito il posto dove a pelle mi sarei trovato meglio, dove le persone con cui ho parlato mi sono sembrate più entusiaste del proprio lavoro, perchè penso che da come una persona ti racconta di quello che fa, da come ti riesce a trasmettere la soddisfazione e la passione con cui si danna l’anima da anni 5 giorni alla settimana, si può capire molto di più su un lavoro di quanto possa emergere da una job description .

Ho evitato un ambiente sicuro e stimolante ma anche più rigido e freddo, ho abbandonato il sogno che vi ho raccontato per coglierne un altro….

Come mi vedo quindi fra qualche anno?

Semplice…. come un libero professionista contento ed appagato, che in autonomia lavora su quello che gli piace. Continuerò a fare il coordinatore di progetti, mi sposterò di più verso la ricerca, diventerò un consulente più tecnico…. questo ancora non lo so.

So che di sicuro mi si potrà riaprire una strada che per ora avevo accantonato: la scuola di Psicoterapia.

Poi l’unica cosa che poi veramente conta è essere felici… e sarà la cosa su cui lavorerò maggiormente!

Grinta!

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3 Responses to “Sliding Doors….”

  1. monica Says:

    GRAZIE Goozmer per aver condiviso questo momento di vita così intenso con noi!

    Nella vita professionale (e personale) tanti sono i bivii e le strade che ci si pareranno innanzi….ed il criterio di scelta su quale strada prendere…non è sempre intuitivo e tanto meno evidente…

    sicuramente, però, scegliere la strada che ci fa sentire meglio, quella che “sentiamo essere la più adatta a noi” è sicuramente un modo … o meglio IL modo.

    il video del “scegli qual’è la tua camminata” dell’attimo fuggente (postata nel sito del coaching..)vuole dirvi proprio questo!

    E questo è un processo continuo…tante sono le strade ed i paesaggi che ancora incontrerai….la vita è più varia ed imprevedibile, di quanto si può anche solo lontanamente immaginare…

    l’importante è sapere SEMPRE cosa è importante per se stessi…in tutte le sue evoluzioni….
    e come hai visto e hai provato di recente…
    non è secondario saperlo, non è un esercizio di stile
    ma è la chiave del proprio successo!!!

    Complimenti! MoniKa

  2. tamara Says:

    Complimenti Goozmer, questo è lo spirito dell’Argonauta! e grazie per averci fatto vivere con te l’emozione di questa scelta. Però siamo curiosi…raccontaci di più!!!

  3. Neo Says:

    Ciao Goozmer e complimenti per la scelta!
    Bella la frase “…e hanno scelto le mie emozioni e sensazioni”. Tutto dipende da come vuoi prendere la “vita lavorativa” o il “lavoro”. Se vuoi un lavoro, allora credo che tu debba mettere da parte le emozioni…se invece desideri una “vita lavorativa”, cioè un lavoro che faccia parte della tua vita e non un semplice mezzo di sostentamento o di carriera…allora le emozioni sono un fattore non trascurabile! Senza togliere che anche un lavoro che ti regala emozioni può offrirti possibilità di carriera…e una carriera che ti regala emozioni è sempre meglio di una fredda e rigida carriera!

    Gooz di cosa ti occuperai di preciso?

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